I termini di pagamento dicono al cliente quando e come pagare. Sono tra i pochi elementi di una fattura che incidono direttamente sul tuo flusso di cassa, eppure molti scrivono «30 giorni» senza pensarci. Questa guida decifra i termini più comuni, ti aiuta a scegliere quelli giusti e mostra come scriverli in modo da non lasciare spazio a equivoci.
I termini di pagamento più comuni
| Termine | Significato | Esempio (fattura datata 1° novembre) |
|---|---|---|
| Pagamento alla ricezione / a vista | Si paga subito, all’arrivo della fattura | Scadenza 1° nov (nella pratica: entro pochi giorni) |
| 7 / 10 / 15 giorni data fattura (d.f.) | Importo intero dovuto 7 / 10 / 15 giorni dopo la data della fattura | 15 gg d.f. → scadenza 16 nov |
| 30 giorni d.f. | Importo intero dovuto 30 giorni dopo la data della fattura | Scadenza 1° dic |
| 45 / 60 / 90 giorni d.f. | Importo intero dovuto 45 / 60 / 90 giorni dopo la data della fattura | 60 gg d.f. → scadenza 31 dic |
| Fine mese (FM) | Scadenza alla fine del mese di emissione della fattura | Scadenza 30 nov |
| 30 giorni data fattura fine mese (30 gg DFFM) | Scadenza 30 giorni dopo la fine del mese della fattura | Scadenza 30 dic |
| 2/10 netto 30 | Sconto del 2% se si paga entro 10 giorni; altrimenti importo intero entro 30 giorni | Pagando entro l’11 nov: sconto del 2%; altrimenti entro il 1° dic |
| Pagamento anticipato / pagamento all’ordine | Si paga prima dell’inizio del lavoro | Pagamento prima dell’avvio |
| Contrassegno | Pagamento alla consegna della merce | Si paga quando i beni vengono consegnati |
| 50% all’accettazione | Metà all’accettazione, metà al completamento | Comune per i progetti creativi |
| Pagamenti a stato di avanzamento / per tappe | Pagamenti legati alle tappe del progetto | ad es. 30% / 40% / 30% |
Per «netto» si intende semplicemente l’importo intero, senza sconto. Il conteggio dei giorni parte normalmente dalla data della fattura, salvo diversa indicazione nei termini (ad es. «30 giorni dal ricevimento della merce»). In Italia molti usano anche modalità come la ricevuta bancaria (RI.BA.) a una data prestabilita, da indicare chiaramente in fattura.
Come scegliere i termini di pagamento
Non esiste una risposta giusta per tutti, ma di solito decidono questi fattori:
- Il tuo flusso di cassa. Se sei un freelance e paghi l’affitto ogni mese, 60 giorni possono far male. Termini più brevi (7–14 giorni) sono comuni per freelance e piccoli fornitori di servizi.
- Le consuetudini del settore. Grandi aziende ed enti pubblici hanno spesso termini standard (30–60 giorni) e cicli di pagamento a date fisse. Puoi provare a negoziare, ma conosci la norma prima di iniziare.
- Il rapporto con il cliente e il rischio. Nuovi clienti, progetti una tantum e clienti esteri senza storico giustificano acconti o termini più brevi.
- Dimensione e durata del progetto. I progetti lunghi vanno suddivisi in tappe, così non finanzi mai mesi di lavoro.
Un punto di partenza pratico
| Situazione | Termini suggeriti |
|---|---|
| Piccolo lavoro da freelance, nuovo cliente | 50% anticipato, saldo a 7 giorni |
| Lavoro continuativo con un cliente di fiducia | 14 o 30 giorni |
| Grande progetto (> 4 settimane) | Acconto + tappe, ciascuna a 14 giorni |
| Canone ricorrente | Fattura a inizio mese, scadenza a 7 giorni (vedi canoni ricorrenti) |
| Vendita di prodotti a imprese | 30 giorni, o pagamento anticipato per i nuovi clienti |
| Servizi ai consumatori | Alla conclusione / alla ricezione |
Conviene offrire uno sconto per pagamento anticipato?
Termini come 2/10 netto 30 premiano chi paga in fretta. Possono funzionare, ma comprendi il costo: rinunciare al 2% per essere pagati 20 giorni prima equivale a un tasso annuo molto alto, circa il 37% all’anno (2/98 × 365/20). È generoso. Valutalo solo se la liquidità anticipata ha davvero valore per te, e ricorda che alcuni clienti si prendono lo sconto e pagano comunque in ritardo. Molte piccole imprese ottengono risultati migliori semplicemente accorciando i termini e rendendo il pagamento facile.
Come scrivere i termini di pagamento in fattura
Sii esplicito. Indica sempre una data di scadenza effettiva, non solo un codice:
Condizioni di pagamento: 14 giorni data fattura. Scadenza: 15 novembre 2026. Pagamento tramite bonifico bancario, causale: fattura 2026/047.
Per i pagamenti a tappe:
Piano di pagamento: acconto del 40% (4.800 €) all’accettazione; 30% (3.600 €) all’approvazione del design; 30% (3.600 €) alla pubblicazione. Ogni pagamento è dovuto entro 14 giorni dalla data della fattura.
Per gli sconti per pagamento anticipato:
Condizioni: 2/10 netto 30. Pagamento di 980,00 € entro l’11 novembre 2026 (sconto del 2%) oppure di 1.000,00 € entro il 1° dicembre 2026.
Riporta le condizioni concordate anche nel contratto o nel preventivo: la fattura dovrebbe confermare le condizioni, non introdurle per la prima volta.
Ritardi di pagamento: cosa dice la legge
I tuoi termini sono più solidi quando sono sostenuti dalla legge e dal contratto. Alcuni esempi (verifica le regole in vigore dove hanno sede te e il tuo cliente):
- Unione europea: la direttiva sui ritardi di pagamento (2011/7/UE) limita in generale i termini di pagamento tra imprese a 60 giorni, salvo diverso accordo espresso e non gravemente iniquo per il creditore, e per le pubbliche amministrazioni a 30 giorni (60 in casi limitati). I creditori hanno diritto a interessi legali di mora pari ad almeno 8 punti percentuali sopra il tasso di riferimento, più un risarcimento forfettario di almeno 40 € per i costi di recupero. Gli Stati membri la recepiscono nel diritto nazionale, talvolta con limiti più severi: in Italia il recepimento è il D.Lgs. 231/2002. L’UE ha proposto di sostituire la direttiva con un regolamento più rigoroso: verifica lo stato attuale.
- Regno Unito: ai sensi del Late Payment of Commercial Debts (Interest) Act 1998, le imprese possono pretendere interessi legali all’8% sopra il tasso base della Bank of England sui pagamenti B2B in ritardo, più un risarcimento forfettario di 40, 70 o 100 £ a seconda dell’entità del debito, salvo che il contratto preveda un rimedio alternativo sostanziale.
- Stati Uniti: non esiste una regola federale generale sui ritardi di pagamento per le fatture B2B private; penali e interessi dipendono dal contratto e dalla legge statale (compresi i limiti antiusura). I contratti con il governo federale sono disciplinati dal Prompt Payment Act.
- Altrove: molti Paesi hanno regole proprie; il Giappone, ad esempio, ha norme di lunga data sui subappalti che fissano scadenze di pagamento a tutela dei fornitori più piccoli.
Se intendi addebitare penali per i ritardi, indicale nel contratto e in fattura, ad esempio: «I pagamenti in ritardo possono comportare interessi al tasso legale.» Poi segui davvero la pratica: vedi i nostri modelli di solleciti di pagamento.
Errori da evitare
- Scrivere solo «30 giorni». Alcuni clienti contano dalla data in cui ricevono o approvano la fattura. Scrivi la data di scadenza.
- Termini vaghi come «pagamento tempestivo» o «appena possibile». Non significano nulla di vincolante.
- Termini che non corrispondono al contratto. Se il contratto dice 30 giorni e la fattura 14, aspettati che prevalga il contratto.
- Accettare termini lunghi senza includerli nel prezzo. Se un cliente insiste per 60 o 90 giorni, è un finanziamento: tienine conto nelle tariffe o chiedi un acconto.
- Inviare le fatture in ritardo. I termini decorrono solo da quando fatturi. Invia la fattura il giorno in cui il lavoro o la tappa sono conclusi.
Promemoria rapido: il calcolo della scadenza
- N giorni d.f.: data fattura + N giorni
- Fine mese: ultimo giorno del mese della fattura
- N giorni DFFM: ultimo giorno del mese della fattura + N giorni
- Se la scadenza cade di sabato, domenica o in un festivo, molte aziende pagano il giorno lavorativo successivo, o quello precedente. Se è importante, indica quale ti aspetti.
Il generatore di fatture di BillKit ti permette di impostare le date di emissione e di scadenza e di aggiungere le condizioni nelle note, così ogni fattura indica esattamente quando è dovuta.
Questo articolo contiene informazioni generali sulla prassi commerciale comune e sulle regole in materia di ritardi di pagamento. Non costituisce consulenza legale: le regole applicabili dipendono dal tuo contratto e dalla giurisdizione.