Fisco e internazionale

Come addebitare l'IVA in fattura: UE e inversione contabile

Guida pratica all'IVA in fattura: dati obbligatori, calcolo dell'IVA, vendite nazionali e transfrontaliere, inversione contabile UE e OSS per i consumatori.

7 min di lettura

L’imposta sul valore aggiunto (IVA) si applica in più di 170 Paesi, compresi tutti gli Stati membri dell’UE e il Regno Unito. Se sei registrato ai fini IVA, le tue fatture non sono solo richieste di pagamento: sono documenti fiscali su cui i tuoi clienti aziendali fanno affidamento per detrarre l’IVA. Questa guida spiega l’essenziale: quando addebitare l’IVA, come calcolarla, cosa deve riportare una fattura IVA e come funzionano le vendite transfrontaliere e l’inversione contabile nell’UE.

L’IVA è complessa e ogni Paese ha le proprie regole, soglie ed eccezioni. Questa guida spiega il quadro generale, soprattutto per l’UE, e non è consulenza fiscale. Verifica con la tua autorità fiscale o con un commercialista prima di farvi affidamento.

Devi addebitare l’IVA?

Addebiti l’IVA solo se sei registrato (o se sei tenuto a esserlo). La registrazione dipende dalle regole del tuo Paese:

  • La maggior parte dei Paesi ha una soglia di registrazione basata sul fatturato annuo. Sotto tale soglia, le piccole imprese possono di solito restare non registrate, e in tal caso non devono addebitare l’IVA.
  • Alcuni Paesi non hanno alcuna soglia, o ne hanno una molto bassa, per determinati soggetti.
  • Spesso puoi registrarti volontariamente sotto la soglia, il che ti permette di detrarre l’IVA sui tuoi costi ma ti obbliga ad addebitarla sulle vendite.

Esempi: la soglia di registrazione nel Regno Unito è 90.000 £ di fatturato imponibile (da aprile 2024). Nell’UE ogni Stato membro fissa la propria soglia per le piccole imprese e dal 2025 un regime UE consente alle piccole imprese che ne hanno i requisiti di usare esenzioni anche in altri Stati membri. Le soglie cambiano: verifica il valore attuale per il tuo Paese.

In Italia, ad esempio, chi rientra nel regime forfettario (fino a 85.000 € di ricavi annui) emette fatture senza IVA e con il riferimento alla norma di legge pertinente; verifica con il tuo commercialista se e come puoi accedervi.

Se non sei registrato, le tue fatture riportano nessuna IVA, e alcuni Paesi richiedono una dicitura che ne spieghi il motivo: la norma tedesca sulle piccole imprese, ad esempio, si cita di solito con «Gemäß § 19 UStG wird keine Umsatzsteuer berechnet» («IVA non addebitata ai sensi del § 19 UStG»).

Come calcolare l’IVA

L’IVA è una percentuale dell’importo netto (imponibile):

  • IVA = importo netto × aliquota IVA
  • Lordo = netto + IVA

Esempio al 22%: netto 1.000 € → IVA 220 € → totale 1.220 €.

Per scorporare l’IVA da un prezzo IVA inclusa (lordo):

  • IVA = lordo × aliquota ÷ (1 + aliquota)

Esempio: 1.220 € IVA 22% inclusa → IVA = 1.220 × 0,22 ÷ 1,22 = 220 €.

Più aliquote nella stessa fattura

Molti Paesi hanno un’aliquota ordinaria più una o più aliquote ridotte (per alimentari, libri, trasporti e così via). Se una fattura contiene voci con aliquote diverse, mostra imponibile e importo dell’IVA per ciascuna aliquota:

Aliquota Imponibile IVA
22% (ordinaria) 1.500,00 € 330,00 €
10% (ridotta) 200,00 € 20,00 €
Totali 1.700,00 € 350,00 €
Totale da pagare 2.050,00 €

(Gli importi sono solo un esempio di impaginazione: verifica le aliquote ridotte che si applicano ai tuoi beni e servizi.)

Alcune aliquote IVA ordinarie nell’UE

Paese Aliquota ordinaria
Germania 19%
Francia 20%
Italia 22%
Spagna 21%
Paesi Bassi 21%
Irlanda 23%
Ungheria 27%

Il diritto UE richiede un’aliquota ordinaria di almeno il 15%. Le aliquote cambiano di tanto in tanto, quindi verifica l’aliquota in vigore prima di fatturare. I nostri modelli di fattura per Paese riportano nomi e aliquote delle imposte locali.

Cosa deve contenere una fattura IVA (UE)

La direttiva IVA dell’UE stabilisce i dati che una fattura IVA completa deve contenere. Gli Stati membri la recepiscono a livello nazionale, ma l’elenco di base è:

  1. Data di emissione
  2. Un numero progressivo univoco (vedi la numerazione delle fatture)
  3. Il numero di identificazione IVA del fornitore
  4. Il numero IVA del cliente, quando il cliente è debitore dell’imposta (inversione contabile) o per le cessioni intra-UE di beni
  5. Nome e indirizzo completi di fornitore e cliente
  6. Quantità e natura dei beni, oppure portata e natura dei servizi
  7. Data della fornitura (o dell’acconto) se diversa dalla data della fattura
  8. Base imponibile per aliquota o esenzione, prezzo unitario IVA esclusa ed eventuali sconti non inclusi nel prezzo unitario
  9. Aliquota IVA applicata
  10. Importo dell’IVA dovuta
  11. Dove non si addebita l’IVA: un riferimento all’esenzione, oppure la dicitura «Inversione contabile» («Reverse charge»), o altra dicitura richiesta per il caso specifico

Le regole del Regno Unito per le fatture IVA sono molto simili. Vedi la nostra lista più ampia in cosa indicare in una fattura. In Italia, per le fatture elettroniche, le operazioni senza IVA richiedono l’indicazione di un codice «natura» dell’operazione: chiedi al tuo commercialista quello corretto per il tuo caso.

Vendite nazionali e transfrontaliere

La domanda chiave per ogni vendita è il luogo di effettuazione dell’operazione, cioè quale IVA nazionale si applica. In forma semplificata, per un venditore stabilito nell’UE:

Vendita Trattamento IVA tipico
A un cliente nel tuo Paese (B2B o B2C) Addebita l’IVA nazionale
Servizi a un’impresa in un altro Paese UE Inversione contabile: nessuna IVA in fattura; il cliente la liquida
Beni spediti a un’impresa registrata ai fini IVA in un altro Paese UE Cessione intracomunitaria non imponibile/esente, con prova del trasporto; il cliente liquida l’IVA
Servizi o beni a consumatori in un altro Paese UE La tua IVA finché non superi 10.000 €/anno di vendite B2C transfrontaliere nell’UE, poi l’IVA del Paese del cliente (di solito tramite OSS)
Esportazioni di beni fuori dall’UE In genere ad aliquota zero, con prova dell’esportazione
Servizi a clienti fuori dall’UE Spesso fuori campo IVA UE (B2B), ma le regole variano in base al tipo di servizio

Esistono molte regole speciali: ad esempio, i servizi connessi a beni immobili, il trasporto di passeggeri, l’ingresso a eventi e i servizi di ristorazione seguono regole diverse sul luogo di effettuazione.

L’inversione contabile spiegata

Con l’inversione contabile è il cliente, e non il fornitore, a liquidare l’IVA. Il caso più comune: fornisci servizi a un’impresa registrata ai fini IVA in un altro Paese UE. La regola generale per i servizi B2B è che siano tassati dove è stabilito il cliente, che auto-liquida l’IVA nella propria dichiarazione.

Cosa fare in fattura

  1. Verifica il numero IVA del cliente con il servizio VIES dell’UE e conserva traccia del controllo.
  2. Addebita lo 0% / nessuna IVA in fattura.
  3. Indica entrambi i numeri IVA: il tuo e quello del cliente.
  4. Aggiungi la dicitura «Inversione contabile» («Reverse charge»); molte imprese citano anche la base giuridica, ad esempio «Articolo 196 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio».
  5. Dichiara la vendita nella tua dichiarazione IVA e, nell’UE, nel tuo elenco riepilogativo (EC Sales List).

Esempio di fattura in inversione contabile

Campo Esempio
Fornitore Studio Nord S.r.l., Milano, Italia · P. IVA IT01234567890
Cliente Lumen Software GmbH, Berlino, Germania · P. IVA DE123456789
Servizio Servizi di UX design, ottobre 2026
Importo netto 4.000,00 €
IVA 0,00 €
Totale 4.000,00 €
Nota Inversione contabile: IVA a carico del destinatario (art. 196, direttiva 2006/112/CE)

(I numeri di partita IVA sono segnaposto.)

Alcuni Paesi applicano anche un’inversione contabile nazionale in settori specifici (come i servizi di costruzione, i rottami metallici o certi prodotti elettronici) per contrastare le frodi. Se operi in uno di questi settori, verifica le regole locali.

Vendere a consumatori di altri Paesi UE: OSS

Se vendi beni a distanza o fornisci servizi, ad esempio digitali, a consumatori (B2C) di altri Paesi UE, l’IVA è dovuta nel Paese del cliente quando le tue vendite B2C transfrontaliere complessive superano i 10.000 € l’anno nell’UE. Invece di registrarti in ogni Paese, puoi usare lo sportello unico (One-Stop Shop, OSS): addebiti a ciascun cliente l’aliquota IVA del suo Paese e presenti un’unica dichiarazione OSS trimestrale nel tuo Paese d’origine.

Le imprese stabilite fuori dall’UE che vendono servizi digitali a consumatori UE devono in genere addebitare l’IVA fin dalla prima vendita e possono usare il regime OSS non UE.

Consigli pratici

  • Emetti le fatture tempestivamente. Le norme UE richiedono in genere le fatture per le cessioni intra-UE entro il 15° giorno del mese successivo all’operazione, e molti Paesi fissano termini brevi anche per le fatture nazionali.
  • Arrotonda l’IVA con attenzione. Calcola l’IVA per riga o sul totale in modo coerente e arrotonda al centesimo più vicino.
  • Fatture in valuta estera: nell’UE e nel Regno Unito l’importo dell’IVA deve essere espresso nella valuta locale. Vedi fatturare in valuta estera.
  • Correzioni: non modificare mai una fattura IVA dopo averla emessa. Emetti una nota di credito.
  • La fatturazione elettronica sta arrivando. Diversi Paesi UE richiedono già fatture elettroniche strutturate per le vendite B2B e sono in arrivo norme a livello UE. Vedi cos’è la fattura elettronica.
  • Conserva i registri di fatture, controlli VIES e prove di trasporto per tutto il tempo richiesto dal tuo Paese.

Usare BillKit per le fatture IVA

Nel generatore di fatture imposta il nome dell’imposta (IVA, MwSt, TVA…) e l’aliquota, inserisci la tua partita IVA e quella del cliente e usa il campo note per diciture come «Inversione contabile». Per le fatture senza IVA, imposta l’aliquota allo 0% e aggiungi il motivo. In Italia, dove le fatture tra operatori con partita IVA vanno in genere emesse in formato elettronico tramite SDI, il PDF di BillKit può servire come copia di cortesia.

Ancora una volta: questa è una panoramica semplificata delle regole IVA di UE e Regno Unito, a solo scopo informativo generale, non consulenza legale o fiscale. Aliquote, soglie e requisiti cambiano: conferma con un commercialista o con la tua autorità fiscale.